Un recente articolo di punto informatico firmato dal buon Giovanni Arata ha particolarmente colpito la mia attenzione (http://punto-informatico.it/2589618/PI/News/akamai-banda-sempre-piu-larga.aspx).
Akamai, il più grande network di content delivery del mondo ha
presentato il suo report trimestrale sull'uso della banda larga nel
mondo; e sinceramente, se il report è targato Akamai, non ci sono
osservatori o autorithy che tengano.
Il rapporto non fa altro che evidenziare il fatto che la banda larga
diventa sempre più 'larga'; le connessioni aumentano la loro velocità
media ovunque, con i paesi del sud est asiatico decisamente più avanti
degli altri e poi, poi c'è il nostro amato belpaese.
Cito testualmente:
"E l'Italia? Per quanto riguarda il nostro paese, il rapporto racconta
di una velocità media pari a 2,9 Mbps, con un'incidenza delle
connessioni iperveloci pari al 5,9 per cento del totale. In Europa, di
conseguenza, il Belpaese si classifica sedicesimo (su 19) in termini di
velocità, e diciottesimo (su 19) per quanto concerne l'incidenza delle
utenze high speed."
Scioccante? In realtà neanche troppo, la cosa positiva è che la
situazione italiana è molto chiara alla gran parte delle persone; sono
relativamente pochi quelli che ritengono il nostro paese,
informaticamente moderno; generalmente sono coloro che hanno appena
acquistato un IPhone, non consapevoli di poterlo usare a forse la metà
delle sue potenzialità a causa di contratti con gli operatori mobili
decisamente lontani da quelli americani ed europei, ed una copertura
wi-fi decisamente limitata...ma questa è un'altra storia.
Per gli informati, questo rapporto è solo una ulteriore conferma che va
ad unirsi al recente rapporto Istat sulla situazione della
digitalizzazione informatica italiana.
Questo interessante rapporto, che è liberamente scaricabile dal sito
dell'Istat (e quindi chiunque avesse il dubbio che quello che sto
dicendo non sia vero può tranquillamente andare a leggerlo), dice che
in alcune fasce sociali l'uso del computer è diminuito rispetto
all'anno precedente e, in generale, afferma che il 52,2% delle famiglie
non possiede un personal computer e il 61,2% non accede ad Internet da
casa ed è quindi esclusa dalle possibilità offerte dal web.
Tra i motivi per cui non si naviga in Internet da casa, le famiglie
indicano in primo luogo che lo considerano inutile e non interessante,
mentre al secondo posto si colloca la mancanza di capacità.
Il 12% delle famiglie non ha accesso ad Internet da casa perché accede
da un altro luogo, il 9% perché considera costosi gli strumenti
necessari per connettersi e il 9% perché ritiene costoso il
collegamento.
Si attestano intorno al 2% le motivazioni come la disabilità fisica, la privacy e la pericolosità dei contenuti di Internet.
Il quadro purtroppo è tanto desolante quanto chiaro, frutto di una
impostazione mentale e culturale che, di fatto, teme l'innovazione
collaterale che l'informatica porta con sé. Qualche anno fa la scuola
presentò come punto fondamentale la 'I' di internet, oggi quella I è
scomparsa; oggi internet è considerata inutile, un superfluo di cui si
può pure fare a meno, se non, a volte, un elemento dannoso da
imbrigliare e controllare.
E' evidente come le strategie finora utilizzate non abbiano portato ai
risultati attesi (o forse si?) perché frutto di semi antichi,
concezioni lontane che stanno inesorabilmente decadendo e che,
purtroppo, stanno portando il nostro paese con esse.
Se oggi perdiamo l'aggancio alla modernità che l'informazione e le
telecomunicazioni a banda larga rappresentano, danneggiamo
profondamente le generazioni future del nostro paese, tutto a causa di
una classe di governo (intesa nel senso più ampio e apolitico del
termine) incapace di cambiare la propria impostazione mentale; troppo
legata ad interessi economici e politici di una concezione che oggi,
più che mai, ha dimostrato di aver fallito.
E' necessario cambiare il nostro punto di vista, avviare una serie di
azioni completamente diverse da quelle fin'ora intraprese, sulla base
di nuove concezioni e nuove visioni, che permettano di cambiare
realmente rotta, scostandoci finalmente dalla strada di questo lento
declino poiché, purtroppo per noi, non ci sarà nessun geniale
matematico a porre le basi per delle nuove Fondazioni, per salvarci.
MG
|