Apprendiamo dal sito morse.it [1] che la società MGM Production Group Srl, già detentrice di una licenza WiMAX in Germania, ha presentato ricorso al TAR del Lazio [2] contro la delibera AGCom sull'assegnazione delle frequenze WiMAX in Italia.(Se il sito non dovesse funzionare qui trovate un'immagine [3]). Il punto più importante del contenzioso riguarda l’assenza di condizioni atte ad impedire che alla gara partecipassero operatori già detentori di frequenze su cui offrire BWA (Broadband Wireless Access, cioè banda larga senza fili), nello specifico gli operatori UMTS.
Sul sito si legge:
"Difatti, presso il TAR del Lazio, è depositato un ricorso ad oggetto “ANNULLAMENTO DELIBERA 209/07/CONS RECANTE: PROCEDURE PER ASSEGNAZIONE DIRITTI D'USO DI FREQUENZE PER SISTEMI BROADBAND WIRELESS ACCESS (BWA) NELLA BANDA A 3.5 GHZ - (23 BIS)”
Interessante l’elenco delle parti resistenti: oltre ad AGCom al Ministero delle Comunicazioni, compaiono H3G, Telecom Italia SpA, TIM Telecom Italia Mobile SpA, Vodafone e Wind Telecomunicazioni. Si direbbe a definitiva dimostrazione che gli operatori mobili hanno tutta l’intenzione di accaparrarsi le frequenze ed evitare ad altri di entrare nel recinto del mobile."
Ad Anti Digital Divide non stupisce il fatto che proprio quelle società che controllano il mercato dei servizi di telefonia mobile di terza generazione, detentrici delle licenze UMTS, e il mercato della banda larga (Telecom Italia è operatore STRA-Dominante) vadano in soccorso dell'AGCOM e del Ministero delle Comunicazioni. Questo rapporto di "mutuo soccorso" tra controllori e controllati già verificatosi in altre occasioni non è proprio indice di trasparenza e indipendenza dei ruoli.
E' ovvio il perchè della difesa, da parte delle società che controllano il mercato, delle regole redatte da AGCOM e Ministero delle Comunicazioni. Questi operatori avrebbero tutto l'interesse a monopolizzare, rallentare e congelare la diffusione della tecnologia WiMAX che potrebbe aumentare la concorrenza e erodere fette di mercato ai soggetti "dominanti". Considerando che sia la procedura per l’assegnazione di diritti d’uso delle frequenze WiMAX stilata da AGCOM, [4] sia la procedura di assegnazione dei diritti d’uso presentata nei giorni scorsi dal Ministro Paolo Gentiloni [5], purtroppo, non pongono i giusti paletti affinché sia assicurata una vera concorrenza e scongiurato il pericolo di monopolizzazione del mercato WiMAX e lasciano quindi la porta spalancata agli operatori dominanti, come rilevato da esperti del settore ed anche da Anti Digital Divide [6].
Se da un lato questo ricorso potrebbe portare ad un ulteriore ritardo nell'assegnazione delle licenze WiMAX (l'Italia e l'unica tra le potenze europee a non aver ancora assegnato le licenze) dall'altro potrebbe scongiurare la monopolizzazione del mercato escludendo dalla gare per l'assegnazione i detentori delle licenze UMTS, così come avvenuto in altri stati.
Anti Digital Divide ha deciso di appoggiare il ricorso presentato al TAR, ove fosse possibile anche intervenendo ad adiuvandum, perchè ritiene che sia interesse di tutti gli utenti, anche delle persone digital divise, che vengano poste garanzie atte a stabilire una reale concorrenza nel settore e che impediscano di rallentare lo sviluppo del WiMAX. Se per questo è necessario aspettare ancora 30/60 giorni, aspetteremo volentieri: dopo l'attesa di 2 anni vorremmo, infatti, evitare anche la beffa di avere un WiMAX snaturato e privato dei suoi punti di forza ovvero riduzione del divario digitale e apertura del mercato della banda larga e della telefonia (ultimo miglio).