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Lotta al digital divide?
Giovedì, 11 Giugno 2009 - 20:54 - 1824 Letture
La mancata copertura di banda larga Che si voglia mettere fine al digital divide italiano è un obiettivo auspicabile e da sostenere con forza e che evidentemente ha l'appoggio di chiunque, non solo i soggetti direttamente interessati al tema, perchè porta nuovi strumenti per generare ricchezza, e per rendere più efficienti processi già esistenti.

Che si voglia mettere fine al digital divide italiano è un obiettivo auspicabile e da sostenere con forza e che evidentemente ha l'appoggio di chiunque, non solo i soggetti direttamente interessati al tema, perchè porta nuovi strumenti per generare ricchezza, e per rendere più efficienti processi già esistenti. Il fatto che lo Stato finanzi pesantemente questi obiettivi è una cosa di fondamentale importanza, ma è assolutamente necessario ottimizzare in ogni modo possibile la spesa; una serie di finanziamenti a pioggia non garantiscono l'ottenimento del risultato.

Il piano di Romani sul digital divide, sembra che di fatto avvantaggi un solo operatore, cioè l'operatore dominante, Telecom italia, che ottiene lauti finanziamenti contro il digital divide, dopo aver installato migliaia di MiniDslam (che ancora oggi si ostina ad installare); facendoli passare per la soluzione a tutti i mali dei digital divisi, cosa che evidentemente non sono, visto che il problema è ancora più vivo che mai. Questi finanziamenti, che sono caldamente attesi da tutti gli utenti (circa il 40% delle centrali ne sarebbero interessate), potrebbero però aiutare l'incumbent a rafforzare la sua posizione dominante a discapito degli operatori WIFI e WIMAX che con fatica coprono i "buchi" (o voragini) che telecom lascia nella banda larga italiana.

Non a caso ci sono state oggi dichiarazioni favorevoli di Bernabè ad di Telecom Italia (http://www.asca.it/news-BANDA_LARGA__BERNABE___PIANO_ROMANI_STRATEGICO_PER_L_INTERA_ECONOMIA-837671-ora-.html), mentre molto meno di Vodafone (http://www.asca.it/news-BANDA_LARGA__VODAFONE_INVESTIMENTI_STATO_NON_FAVORISCANO_SINGOLE_IMPRESE-837724-ORA-.html) e Fastweb (http://www.primaonline.it/2009/06/11/71837/tlc-fastweb-piano-su-digital-divide-e-piccolissimo-passo/).

E' assolutamente necessario conoscere realmente il problema, dove si presenta, di cosa si sta parlando; capire bene quale è la situazione che abbiamo davanti. Chiedere quali sono le aree non coperte da ADSL è solo conoscere una parte; è assolutamente necessario prendere la lista di tutti gli operatori abilitati dal ministero, con qualunque tecnologia, e chiedere direttamente a loro l'indicazione delle zone coperte; la tecnologia utilizzata è indifferente, per quanto è importante saperla.

Riteniamo, inoltre, indispensabile una partecipazione degli utenti nella segnalazione delle zone non coperte o degli operatori in zona che offrono servizi in banda larga scadenti. Il feedback degli utenti dovrebbe essere la cosa più importante per gli operatori ma in realtà molti la considerano come una "scocciatura", prendendo esempio dall'operatore dominante che oramai da anni non risolve problemi agli utenti ma semmai li crea (attivazioni di servizi indesiderati, guasti che si ripresentano frequentemente etc..).

La nostra associazione chiede da anni l'inserimento della banda larga nel Servizio Universale poichè questo garantirebbe i cittadini dai continui soprusi che sono costretti a subire sulle loro connessioni (adsl che viaggiano a 56k, rete satura, etc.) e ritiene che nella lotta al Digital Divide sia venuto il momento di dare una data e una roadmap precisa per arrivare ad inserire la velocità di almeno 640kb/s nell'art 3 del Decreto del Presidente della Repubblica 318/97, entro pochi mesi, non anni o 'legislature', come purtroppo ormai siamo stati abituati a conteggiare i cambiamenti; mettendoci, finalmente, al passo di Svizzera, Svezia ed altri paesi dove questo è già avvenuto.

Se vogliamo lottare contro il digital divide sul serio, è necessario puntare a risolvere il problema NON dove non c'è l'ADSL, ma dove non esiste nessuna possibilità di usufruire di un servizio a larga banda, qualunque esso sia; facendo ben attenzione a non farsi prendere in giro, qui si parla di connessioni a banda larga; la possibilità di avere una connessione di tipo FLAT, non le offerte che gli operatori mobili di telefonia cercano di far passare per internet veloce, ma nemmeno si avvicinano al "minimo indispensabile" di 2Mb/s individuato nel rapporto Caio.

 
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