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Banda larga e tariffe giuste sono un diritto di tutti
   
   

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Licenze Wi-Max, pericolo per i digital divisi?
Domenica, 27 Maggio 2007 - 16:20 - 2896 Letture
La mancata copertura di banda larga Siamo in pericolo!

Abbiamo atteso un po’ di tempo per verificare più approfonditamente i documenti generati da parte dell’Autorità Garante AGCOM per ciò che riguarda le licenze WiMax.
Purtroppo abbiamo aspettato invano perché, ed adesso andremo a motivarlo, temiamo che anche le poche righe scritte nel comunicati stampa ci fanno intuire che la direzione per rendere disponibile questo tipo di tecnologia è di farla nascere già defunta.
Non possiamo accettare un atteggiamento così sfacciatamente contro le necessità del popolo italiano!


L’Autorità prevede la verifica dell’utilizzo e del rispetto dei patti che sottintendono l’utilizzo delle frequenze dopo 30 mesi dalla concessione della licenza.
Non solo noi, ma anche altri esperti del settore, si scoprono allibiti per questa affermazione.
Questo lasso di tempo, ricordo prima del primo controllo, è tale da far dimenticare questa tecnologia ma al contempo presenta un “numero” che tutela formalmente chi ha dato queste indicazioni.
Sostanzialmente, rimandare a domani ciò che può essere fatto oggi!

Inoltre non vi è alcun cenno sulla modalità di utilizzo, per aprire il mercato, e lascia al libero arbitrio di un entità indefinita su chi è “onorevole”, in maniera tecnico – economica, per accedere alla gara.

Solo questi pochi punti sono emblematici per dimostrare, per l’ennesima volta, il nostro assoluto sdegno nei confronti di un sistema che così ostinatamente tende ad ignorare le necessità dei fruitori del mercato.

Ovviamente il nostro punto di vista è minoritario in quanto solo potenzialmente di oltre 6 milioni di italiani che cercano di parlare con la voce di pochi volontari che spendono il loro tempo libero per risparmiare al sistema Italia, che è già allo sbando, un altro “scandalo”!

Il ritardo accumulato da parte del paese per ciò che riguarda il mercato delle TLC era già abbastanza. Non possiamo permetterci ancora una volta di perdere il treno a causa di interessi sfacciatamente di parte!

Il ministro Gentiloni ha dichiarato, affossando una speranza vana di noi poveri utenti, che il bando di gara si terra quest’estate, immaginiamo in pieno Agosto, e che seguirà attentamente le indicazioni di AGCOM che evidentemente indica un percorso altamente pericoloso per l’Italia.
Sinceramente ci troviamo molto delusi dall’operato di tutti gli attori, il tempo per chi non ha alternativa è sempre troppo lungo.

Sig. Ministro, Crediamo sia il caso di apportare qualche sostanziale modifica a tutto vantaggio del sistema e della cittadinanza!

Dicevamo appunto, Siamo in pericolo!

Si insinuano subdolamente nelle nostre menti alcune idee, sperando siano smentite quanto prima da fatti tangibili, legate alla sudditanza dell’Autorità Garante delle comunicazioni, definita solo formalmente indipendente, nei confronti di poteri forti che hanno tutto l’interesse a mantenere lo status quo inalterato.
D’altronde il percorso dell’Autorità Garante degli ultimi anni ha dato adito a questi pensieri.

Il sistema paese chiede uno slancio coraggioso per affrontare di petto un sistema che è oltremodo fallimentare!

Il caso Telecom di questi ultimi mesi ne è l’emblema. Non si può intervenire quando i buoi sono scappati dal recinto!
La separazione della rete dai servizi è addirittura nel nostro statuto, depositato molto tempo fa e solo oggi se ne incomincia a discutere.
L’aggiornamento del servizio universale, il suo attento controllo ed adeguamento alle esigenze dei cittadini è lungi da venire.
Infatti senza degli incarichi aggiornati e definiti l’eventuale nuova entità che funzione andrebbe ad occupare?
Tutte le istituzioni che abbiamo contattato, dalla comunità europea in giù, hanno indicato non necessario l’inserimento della banda larga all’interno del servizio universale. Temiamo però che non abbiano una idea realistica di ciò che avviene nel nostro paese.
Pur leggendo le recenti e continue dichiarazioni del ministro Gentiloni sul tema, crediamo che i tempi saranno, come nella norma, biblici. Ci auguriamo sinceramente di essere smentiti dai fatti!
Il ministro Gentiloni può modificare il S.U. (Servizio Universale) ed è tempo oramai che lo faccia, non aspettando una fatidica data ma fin da subito.
Nel nostro paese se non vi sono obblighi, certezza di controlli e di sanzioni puntali non viene svolta nessuna attività che non persegua gli interessi strettamente privati ed istantaneamente monetizzabili!
Tutti gli indicatori dimostrano che siamo allo sbando, e che per l’ennesima volta stiamo andando nella direzione sbagliata!
Abbiamo poco tempo a disposizione!

La paura del WiMax da parte di grossi operatori, magari anche di telefonia mobile, è assolutamente motivata ma facilmente risolvibile. Gli utenti utilizzerebbero ben volentieri sistemi UMTS o HDSPA per connettersi anche, e soprattutto per i digital divisi, da casa, ma la tariffazione “stellare” e una non sicura fruibilità li rende praticamente inutilizzabili per un utilizzo massivo. Ma anche in questo caso la copertura dei territori risulta quasi identica con quella legata al sistema DSL.
D’altro canto la tecnologia WiMax potrebbe però far risparmiare i costi a questi operatori dei backbone in hdsl o quant’altro per i ponti radio cellulari, ma non crediamo che verrà utilizzata a tele scopo.

Chiediamo a questo punto quale sia l’interesse che ha spinto a tali dichiarazioni l’AGCOM?
Se, e sottolineamo SE, esiste l’intenzione a breve, anzi brevissimo, di risolvere una volta e per tutte l’annoso problema del Digital Divide Italiano?
Se la risposta a quest’ultima, semplice, domanda è positiva, allora iniziamo quanto prima a navigare verso quest’obbiettivo, mantenendo sempre ben presente la meta per non abbandonare nessuno al medioevo delle comunicazioni.

Tutti noi siamo affascinati dalle prospettive future come l’FTTH o quant’altro, ma sono discorsi futuribili che per un sistema con grosse falle come il nostro, che ha anche necessità immediate, è didattica allo stato puro.
D’altronde l’intellighenzia e la politica non si sporca le mani per futili e poco remunerativi motivi.
Non siamo per eliminare questa discussione dal panorama, ma gradiremmo che l'urgenza sia quantomeno ugualmente visibile.

Recentemente il governo ha sviluppato un emendamento che dota l'Authority per le Comunicazioni di maggiori poteri che le permettano di "stabilire modalità di separazione funzionale e il perimetro delle attività da seperare qualora non si raggiunga un accordo con l'azienda", che in poche e semplici parole è quello che Anti Digital Divide chiede e ripete da tempo, così come Beppe Grillo, così come stimati esperti del settore informatico, ossia lo scorporo della rete.

Un fatto importante in tale emendamento è l'indicazione, in maniera chiara, che la seperazione riguarda la rete di accesso, non intesa come il semplice ultimo miglio, ma bensì l'ultimo miglio più tutti quegli elementi dove potrebbe essere necessario intervenire al fine di garantire una parità di trattamento tra tutti gli operatori.

Questa definizione è 'fondamentale', indica infatti in maniera chiara che l'entità che dovrà gestire la rete dovrà garantire un eccesso equo e paritario, di trattamento e condizioni, a tutti gli operatori che ne faranno richiesta; al contrario di quello che invece è accaduto fino ad oggi, essendo tutto gestito da un'unica entità di mercato, che fornisce sia il servizio all'utente finale, che all'ingrosso per gli operatori; limitando di fatto, come abbiamo più volte ripetuto, la concorrenza nel mercato della banda larga italiana, ma non solo, anche di quella di telefonia in generale.

Anti Digital Divide, si augura che lo scorporo della rete non segua i biblici tempi della burocrazia italiana, ma che sia al passo con la velocità di evoluzione del mondo stesso delle telecomunicazioni, dove 'oggi' è già tardi.

Non ci si può però fermare a questo, i nuovi poteri di AGCOM devono permette anche di definire regole chiare, che portino ad una maggiore concorrenza, anche se riteniamo fondamentali che le ultime operazioni dell'Authority, atte a garantire una maggiore trasparenza da parte degli operatori, siano portate a termine quanto prima. Infatti è di ieri la notizia che è stato finalmente approvata la delibera sul Bitstream che obbligherà Telecom a fornire nei prossimi 15gg la propria offerta all'ingrosso che sarà vagliata dall'Autorità. Non si può che essere soddisfatti, anche se si è dovuto attendere tre anni per un provvedimento del genere ed ancora non è scritta la parola "FINE".

Signori che dovreste “governare”, nel senso più alto del termine, il mercato Tlc Italiano nell’interesse della cittadinanza…. Se non volete svolgere il vostro compito, DIMETTETEVI e lasciate il posto a chi ha vero interesse nel perseguire un obbiettivo di “normalizzare” l’anomalia Italiana!

Chiediamo aiuto …. SIAMO SEMPRE PIU’ IN PERICOLO!!!!!
 
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