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Tronchetti Provera sembra intenzionato a far uscire da Pirelli, Olimpia e di conseguenza Telecom Italia. Infatti attraverso Olimpia, che ne detiene il 18% di azioni, Tronchetti Provera controlla Telecom Italia. La notizia è sicuramente positiva, se si pensa alla disastrosa condotta di Telecom, che ha portato, attraverso la finanza creativa di Tronchetti Provera, ad un debito spaventoso, a migliaia di persone licenziate, a dismissioni di interi rami dell'azienda e ad un peggioramento della qualità dei servizi offerti dall'incumbent Italiano, si pensi alla scadente copertura a banda larga o alle tariffe e qualità del servizio adsl. Beppe Grillo paragona il tronchetto dell'infelicità ad una icneumone, una vespa che depone le larve negli insetti, queste larve si nutrono dell'insetto tenendolo in vita. Grillo nei suoi spettacoli afferma che Tronchetti proverà fa le stessa cosa con le aziende, cioè le scarnifica dall'interno e prima che muoiano le rivende. ...segue..
I possibili acquirenti, sfumata apparentemente la carta Telefonica, sembrano essere alcune cordate di banche. Certo molti potrebbero pensare che passare da Tronchetti Provera a Geronzi e CO, potrebbe non essere un vantaggio. L'importante è che si guardi all'interesse del paese, molti hanno criticato la possibilità di un intervento statale, accusando di dirigismo il governo e dimenticandosi che la rete telefonica riveste uno ruolo strategico d'importanza fondamentale per il paese, per questo dovrebbe prevalere l'interesse generale e non l'interesse particolare dei privati. Senza contare che da quando Telecom è divenuta privata, si è passati da una azienda senza debiti e con miliardi di utile, ad una azienda non sana e pesantemente indebitata. L'auspicio è che il controllo passi ad una public company in cui entri anche lo stato come garante dell'interesse generale. Il commento del ministro Bersani, a chi gli chiedeva, riferendosi a Fastweb e Telecom, del rischio che le telecomunicazioni italiane finiscano in mani straniere, è stato molto critico: "Siamo ben oltre questo rischio...l'ossatura dei nostri protagonisti industriali e finanziari non è in grado di raccogliere una sfida di questa portata...dobbiamo trovare il modo attraverso il quale i nostri progetti industriali abbiano punti di stabilità strategica attraverso banche, assicurazioni e fondi pensione...diamo il benvenuto a chi viene in Italia ma gli ricordiamo che ci piacerebbe che applicassero le migliori pratiche europee nel competere, non venissero qui a imparare procedure stantie".
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/200703articoli/19156girata.asp http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/200703articoli/19155girata.asp |