| Wimax Niente Priorità per il Digital Divide |
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| Domenica, 21 Gennaio 2007 - 21:19 - 3517 Letture |
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Anti Digital Divide il giorno 18 gennaio ha partecipato alla trasmissione “La nuova TV” sul canale Class CNBC, con il nostro consigliere Fabio Spagnuolo, tema della puntata la liberalizzazione delle frequenze Wimax. Oltre ad alcuni provider sono intervenuti, Carlo Maria Guerci vicepresidente Thinktel e Vincenzo Lobianco per AGCOM. Il dottor Guerci per tutta la puntata ha cercato di minimizzare l'efficacia che può avere il wimax nell'apertura del mercato e nella riduzione del Digital Divide. Posizione sicuramente condivisa da l’incumbent Telecom Italia, dagli operatori UMTS (Tim, Vodafone, Wind e Tre) e da quei pochi altri soggetti che controllano il mercato delle Telecomunicazioni in Italia, e vedono nel Wimax uno strumento che potrebbe ridurre di molto il loro peso nel mercato e garantire finalmente una effettiva concorrenza.
Questa posizione da parte di Guerci non sorprende di certo la nostra associazione, ricordiamo alcuni sui interventi passati, in cui affermava che il digital divide non si sarebbe risolto perchè Telecom non aveva interesse economico a coprire determinate zone, oppure "per valutare il distacco dal monopolio si deve valutare solo la quota di mercato voce, che per Telecom è del 65% in forte caduta dal 1998" e che "la rete Telecom Italia l'ha comprata". Dimenticandosi che Telecom Italia percepisce circa 5 miliardi di euro l’anno di canone telefonico che dovrebbero servire a manutenere ed ammodernare la rete, che Telecom detiene il monopolio assoluto sull’ultimo miglio sul quale non passa solo la voce e dunque la quota di mercato Telecom Italia va valutata anche fuori dal mercato voce, che la rete Telecom è stata pagata e continua ad essere pagata dagli utenti italiani, ed è stata non venduta ma svenduta ai privati (Colaninno, Tronchetti Provera) che si sono fatti prestare i soldi dalle banche e poi hanno girato i debiti alla stessa Telecom, debiti che stiamo pagando noi utenti. Inoltre thinktel sembra sia finanziata da Telecom Italia. [vedi mercoledì, 28 settembre 2005 “Banda veramente larga”]
ADD ha invece affermato che il Wimax può essere un ottima soluzione sia per il digital divide sia per far fronte a carenze infrastrutturali sia per liberalizzare il mercato dell’ultimo miglio.Abbiamo anche chiesto a Vincenzo Lobianco, AGCOM, se vi fosse l’intenzione di dare priorità alle zone digital divise, purtroppo la risposta è stata che non ci sarà nessuna priorità.
L’art. 3 della costituzione afferma: È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Quindi è la stessa costituzione a stabilire che debba esserci una priorità per le zone digital divise.Questo articolo non era stato tenuto in considerazione neanche nella regolamentazione del Wi-Fi che è stato liberalizzato con due anni di ritardo rispetto agli altri stati europei, stesso ritardo accumulato dal Wimax in Italia. Anche la risposta legata al fatto di garantire che le licenze non vengano monopolizzate dai soliti noti, non ci soddisfa in quanto si è parlato di licenze regionali, non sufficienti a garantire una concorrenza effettiva.
Noi faremo pervenire ad AGCOM e al ministero delle comunicazioni la nostra proposta per la liberalizzazione del Wimax. |
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