Anti Digital Divide scrive all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria per chiedere la sospensione della campagna pubblicitaria di Telecom Italia “Alice 20MEGA. Inizia una nuova era”. Segue il testo della segnalazione.
IAP, Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria
c.a. Comitato di Controllo
http://www.iap.it
02/05/06
Oggetto: Violazione del Codice dell'Autodisciplina Pubblicitaria Italiana
Campagna pubblicitaria che viola il codice: “Alice 20MEGA. Inizia una nuova era”.
Mezzi di diffusione: Stampa e Web
Segnalatore: Ass. Anti Digital Divide
Articoli violati: 1; 2; 9; 10; 11;
Egregi Signori,
Anti Digital Divide è un’associazione che si batte per la riduzione del divario digitale, fenomeno scarsamente considerato da molti, che coinvolge circa dieci milioni di utenti Italiani. Dalle indagini portate avanti dal 2004, la nostra associazione ha potuto constatare che grande responsabilità della situazione di digital divide presente in Italia, è imputabile a Telecom Italia, che nonostante applichi tariffe e canoni tra i più alti in Europa, non investe abbastanza per l’ammodernamento della rete nelle zone digital divise, ma investe soprattutto nelle zone già coperte, dove esiste, anche se limitata, la concorrenza di altri operatori. In queste zone si aumentano qualità e contenuti delle offerte, così facendo si accentua il divario digitale.
Oltre a questo gli utenti sono anche costretti a subire la beffa di campagne informative che ignorano e, in alcuni casi, sbeffeggiano il fenomeno digital divide, esaltando invece la qualità dei servizi adsl offerti.
Ultimo e più eclatante esempio di questo modus operandi, si riscontra nella campagna pubblicitaria “Alice 20MEGA. Inizia una nuova era”.
La scrivente Associazione richiede all’illustrissima autorità, l'imposizione del ritiro immediato della citata campagna pubblicitaria poiché lesiva della dignità degli utenti internet a banda stretta (56k), impossibilitati ad usufruire della larga banda non per loro scelta ma perchè residenti in zone non raggiunte da tale servizio, espletato in primis in Italia proprio dall'Azienda concessionaria del Servizio Universale e committente della campagna pubblicitaria stessa.
In particolare, la campagna tende a porre in evidenza l'enorme divario tra una connessione analogica 56kb/s ed una connessione da 20 Mb/s, paragonandola al balzo evolutivo compiuto dall'uomo dalla preistoria ad oggi. Questo parametro pone intrinsecamente chi utilizza una connessione analogica, ad un livello infinitamente inferiore rispetto alle fortunate realtà che accederanno al nuovo servizio. L'esaltazione di questa differenza non deve e non può essere vista come novità propositiva e positiva, ma come propaganda inopportuna che crea discriminazione e disagio. Tale differenza, a nostro avviso, dovrebbe essere da stimolo per migliorare la condizione di divario digitale, non per crearne di nuovi.
Riteniamo altamente offensivo l'accostamento della "scimmia uomo" a coloro che utilizzano la connessione ad internet a 56k, nonché a coloro che usano connessioni adsl a 640 Kb e 4Mb, vendute dalla stessa Telecom e che devono fare i conti con velocità molto inferiori a quelle di punta, grazie alle decisioni dell’incumbent di adottare come velocità minima garantita 20KB.
Infatti nella maggior parte dei casi si è ancora all' "età della pietra" non per propria volontà ma per volontà stessa dell'incumbent che non vuole o non può risolvere le situazioni di digital divide, riferito oltre che alla copertura anche a tariffe e qualità dei servizi, che Telecom Italia ha contribuito a creare in tutta la nazione.
In allegato vi sono alcuni documenti che mostrano la contestata compagna pubblicitaria.
Allegato 1: pubblicità su “Il Giornale” http://www.antidigitaldivide.org/allegati/Alice_20Mega_su_Il_Giornale.pdf
Allegato 2: Pubblicità sul sito Alice www.alice.it → www.virgilio.it/aliceadsl/indexbb.html
http://www.antidigitaldivide.org/allegati/SitoAlice20mega.jpg
Gli Articoli violati dalla campagna pubblicitaria “Alice 20MEGA. Inizia una nuova era” a nostro avviso sono:
Art. 1 - Lealtà pubblicitaria
La pubblicità deve essere onesta, veritiera e corretta. Essa deve evitare tutto ciò che possa screditarla.
Art. 2 - Pubblicità ingannevole
La pubblicità deve evitare ogni dichiarazione o rappresentazione che sia tale da indurre in errore i consumatori, anche per mezzo di omissioni, ambiguità o esagerazioni non palesemente iperboliche, specie per quanto riguarda le caratteristiche e gli effetti del prodotto, il prezzo, la gratuità, le condizioni di vendita, la diffusione, l'identità delle persone rappresentate, i premi o riconoscimenti.
La mancata indicazione della velocità minima garantita, comporta una mancanza di trasparenza. Alla nostra associazione arrivano molte segnalazioni che riguardano le limitate velocità che si raggiungono con le adsl 4 Mbps, che in molti casi risultano essere più lente di adsl 1 Mbps. L’indicazione della velocità garantita darebbe maggiore consapevolezza all’utente e la garanzia che sotto una determinata velocità non si possa scendere.
Altra violazione è rappresentata dall’omissione della velocità di Upload. Questa omissione, a nostro avviso, è ancora più grave rispetto a quella della velocità minima garantita, in quanto la velocità di trasmissione dati, rappresenta forse il punto più controverso della nuova offerta Alice. La scelta di Telecom Italia di adottare una velocità di soli 384 kbit/s per l’upload rispetto ai 20 Mbps di download, potrebbe danneggiare le prestazioni complessive delle linee adsl. L'omissione sembra studiata per non far emergere questo dettaglio rilevante.
L’indicazione di tali parametri, deve essere presente nella campagna pubblicitaria, considerando che il servizio pubblicizzato viene disciplinato dalla normativa sui contratti a distanza, che prevede totale trasparenza sulle caratteristiche delle offerte.
Art. 9 - Violenza, volgarità, indecenza
La pubblicità non deve contenere affermazioni o rappresentazioni di violenza fisica o morale o tali che, secondo il gusto e la sensibilità dei consumatori, debbano ritenersi indecenti, volgari o ripugnanti.
Art. 10 - Convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona
La pubblicità non deve offendere le convinzioni morali, civili e religiose dei cittadini. La pubblicità deve rispettare la dignità della persona umana in tutte le sue forme ed espressioni.
Art. 11 - Bambini e adolescenti
Una cura particolare deve essere posta nei messaggi che si rivolgono ai bambini e agli adolescenti o che possono essere da loro ricevuti. Questi messaggi non devono contenere nulla che possa danneggiarli psichicamente, moralmente o fisicamente e non devono inoltre abusare della loro naturale credulità o mancanza di esperienza, o del loro senso di lealtà.
In particolare questa pubblicità non deve indurre a:
• violare norme di comportamento sociale generalmente accettate;
• compiere azioni o esporsi a situazioni pericolose;
• ritenere che il mancato possesso del prodotto pubblicizzato significhi
inferiorità, oppure mancato assolvimento dei loro compiti da parte dei
genitori;
• sminuire il ruolo dei genitori e di altri educatori nel fornire valide indicazioni dietetiche;
• adottare l’abitudine a comportamenti alimentari non equilibrati, o trascurare l’esigenza di
seguire uno stile di vita sano;
• sollecitare altre persone all'acquisto del prodotto pubblicizzato.
L'impiego di bambini e adolescenti in messaggi pubblicitari deve evitare ogni abuso dei naturali sentimenti degli adulti per i più giovani.
In conseguenza di tali violazioni chiediamo il blocco della campagna pubblicitaria “Alice 20MEGA. Inizia una nuova era”
Distinti saluti.
Ass. Anti Digital Divide.
www.antidigitaldivide.org