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<title>Anti Digital Divide</title>
<link>http://www.antidigitaldivide.org/</link>
<description>Banda larga e tariffe giuste sono un diritto di tutti</description>
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 <title>Anti Digital Divide</title>
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<title>Auguri e che il 2010 sia l'anno della  Banda Larga come Servizio Universale</title>
<link>http://www.antidigitaldivide.org/print.php?sid=658</link>
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Lo staff di Anti Digital Divide augura a tutti un Buon Natale ed un Felice 2010.

Speriamo che l’anno nuovo unisca e non divida, non parliamo solo di divisioni digitali,  che tutti i diritti fondamentali siano rispettati e che a questi si aggiunga un nuovo diritto alla conoscenza e alla democrazia, la banda larga come Servizio Universale.



ADD Staff.


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<title>Banda Larga nel Servizio Universale ORA!</title>
<link>http://www.antidigitaldivide.org/print.php?sid=657</link>
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L’introduzione della banda larga nel Servizio Universale è stato ed è uno dei punti fondamentali per cui Anti Digital Divide fin dalla sua nascita, nel 2004, si è battuta.  In Italia siamo stati un po’ pionieri, forse lungimiranti, sicuramente visti come visionari, essendo dei semplici utenti.Il Servizio Universale è “la fornitura di un insieme minimo definito di servizi a tutti gli utenti finali a prezzo abbordabile”. Le prestazioni inserite nel Servizio Universale devono essere fornite obbligatoriamente. Essenzialmente è previsto l’obbligo di fornire un servizio di telefonia fissa e un accesso efficace alla rete....segue...
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<title>Francesco Caio Live dal Broadband Business Forum Roma</title>
<link>http://www.antidigitaldivide.org/print.php?sid=656</link>
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Francesco Caio Live dal Broadband Business Forum Roma 2009 http://www.ustream.tv/recorded/2638473Live
http://www.ustream.tv/channel/bbf-live---anti-digital-divide

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<title>Miopia: Il Governo Congela Fondi per la Banda Larga e Propone Aumenti di Canone</title>
<link>http://www.antidigitaldivide.org/print.php?sid=655</link>
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Congelamento? Veramente eravamo già sottozero.Anti Digital Divide apprende con sconcerto la decisione del governo di congelare i fondi per lo sviluppo della banda larga. Una decisione miope, che comporterà l’aumento, del già ampio, divario digitale italiano, rispetto ad altri paesi e che lascerà milioni di italiani senza una connessione a banda larga. Si parla di 7 milioni di italiani digital divisi, ma se consideriamo la velocità di 2 mbit/s come soglia minima per definire una connessione effettivamente a banda larga il numero aumenta drasticamente, a causa delle pessime condizione della rete italiana.Le altre nazioni vedono nella banda larga una soluzione alla crisi economica ed investono ingenti risorse per il suo sviluppo, fissano come obiettivi a breve termine la diffusioni di connessioni a 50/100 mbit/s e rete di nuova generazione in fibra ottica. In Svizzera e Finlandia hanno inserito nel servizio universale l’adsl, riconoscendola come diritto fondamentale. L’Italia invece arranca agli ultimi posti in Europa e non è in grado neanche di garantire 2 mbit/s a milioni di cittadini....segue...
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<title>Manutenzione straordinaria del Forum</title>
<link>http://www.antidigitaldivide.org/print.php?sid=654</link>
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Si avvisano i gentili utenti che il Forum è attualmente in manutenzione.Siamo in contatto con lo Staff del mantainer per analizzare e risolvere alcuni problemi legati al database.Grazie e ci scusiamo per il disservizioLo Staff</description>
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<title>Salvare il Polo Tecnologico dell’Aquila con la Rete.</title>
<link>http://www.antidigitaldivide.org/print.php?sid=653</link>
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L’Abruzzo, in particolare il territorio aquilano, ha subito un grave colpo dal terremoto del 6 aprile. Anti Didital Divide esprime la propria solidarietà a coloro che hanno perso persone care, case e attività lavorative. Pian piano si sta tornando alla normalità, anche se prima che tutte le ferite si rimarginino occorrerà diverso tempo, si lasciano le tendopoli, riaprono le scuole, si consegnano le prime case. Il problema più importante da risolvere è quello occupazionale, gli stessi aquilani fanno notare che, anche avendo un’abitazione, senza lavoro sarebbero comunque costretti in breve tempo ad abbandonare il territorio. Nell’ambito occupazionale collegato direttamente al tema dell’innovazione tecnologica ADD vorrebbe prendere in esame, la situazione della Technolabs (Compel). La Technolabs è un’azienda all’avanguardia nella produzione di apparati tecnologici, anche per infrastrutture di rete, in cui lavorano 130 ingegneri altamente specializzati. La crisi economica mondiale ha avuto riflessi pesanti anche sulla Technolabs e il terremoto ha contribuito ad aggravare ulteriormente la situazione. ...segue...
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<title>AGCOM: ancora una volta pro-Telecom</title>
<link>http://www.antidigitaldivide.org/print.php?sid=652</link>
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Ancora una volta rimaniamo perplessi e stupefatti di fronte all'ennesima “concessione” di AGCOM che corre in aiuto del (sempre più) monopolista Telecom Italia.

Partiamo da qualche mese fa quando, per motivi che ci sono ancora incomprensibili, il Garante per le Comunicazioni (di chi?) acconsentì all'aumento del canone Telecom. (http://www.antidigitaldivide.org/mod...rticle&amp;sid=642)

In questi giorni invece, tra multe e multine, leggiamo:
&quot;L’Autorità ha tuttavia deciso di eliminare l’obbligo di price cap per il canone telefonico dovuto dalla clientela finale (consumatori ed aziende). Portata oggi a consultazione, questa misura – che comunque salvaguarda le cosiddette “fasce sociali” e rispetta gli obblighi di servizio universale – allinea l’Italia agli altri Paesi comunitari, e serve a stimolare 
più innovazione nelle offerte a vantaggio dei consumatori. Rimangono regolati i costi delle tariffe all’ingrosso.&quot; (http://www.agcom.it/default.aspx?mes...ent&amp;DocID=3395)
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<title>Calabrò...gli ultimi devono essere i primi!!!</title>
<link>http://www.antidigitaldivide.org/print.php?sid=650</link>
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Dalle parole, estratte da un articolo de Il sole 24ore,
del Garante Corado Calabrò emerge che ormai la generazione di una
socità che provveda alla realizzazione delle rete NGN non è rinviabile.L'avvento della fibra ottica «non
è rinviabile» e per raggiungere l'obiettivo la via più praticabile è
quella di dare vita a «una società veicolo formata da un nucleo forte
di partner industriali con un mix di capacità imprenditoriali per
sviluppare il progetto». La sollecitazione è del presidente
dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, Corrado Calabrò,
ed è contenuta nella Relazione annuale al Parlamento. La società,
prosegue Calabrò, «potrebbe anche ottenere finanziamenti dalla Cassa
Depositi e Prestiti o nel capitale o sotto forma di prestito a tasso
agevolato».
Ci chiediamo:
- è per questo che si è consentito l'aumento del canone?
- è per questo che &quot;Open Access&quot; è stata accettata senza però andare a vedere i contenuti (assenti)?
- è per questo che non si è ancora messo mano al servizio universale?
- è per questo che si è &quot;venduto&quot; il WiMax inceve di utilizzarlo per scopi più sociali?
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<title>Lotta al digital divide?</title>
<link>http://www.antidigitaldivide.org/print.php?sid=647</link>
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Che si voglia mettere fine al digital divide italiano è un obiettivo auspicabile e
da sostenere con forza 
e che evidentemente ha l'appoggio di chiunque, non solo i
soggetti direttamente interessati al tema, perchè porta nuovi strumenti per generare
ricchezza, e per rendere più efficienti processi già esistenti.</description>
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<title>ADD ed il Rapporto Caio</title>
<link>http://www.antidigitaldivide.org/print.php?sid=646</link>
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La nostra associazione, come avrete potuto notare, sta vivendo un
momento &quot;oscuro&quot; della sua vita, proprio per il fatto che la nostra
lotta di civiltà viene sempre lasciata in un angolo dalle stanze dei
&quot;bottoni&quot;.
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<title>Akamai, Banda larga e Italia</title>
<link>http://www.antidigitaldivide.org/print.php?sid=645</link>
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Un recente articolo di punto informatico firmato dal buon Giovanni Arata ha particolarmente colpito la mia attenzione (http://punto-informatico.it/2589618/PI/News/akamai-banda-sempre-piu-larga.aspx).

Akamai, il più grande network di content delivery del mondo ha
presentato il suo report trimestrale sull'uso della banda larga nel
mondo; e sinceramente, se il report è targato Akamai, non ci sono
osservatori o autorithy che tengano.
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<title>Anti Digital Divide e i &quot;Compensi Telecom&quot;</title>
<link>http://www.antidigitaldivide.org/print.php?sid=644</link>
<description>

Mentre
in questi giorni si fa un gran parlare di Obama che vuole mettere un
tetto ai compensi dei manager, ci giungono notizie sui compensi 2008
dei dirigenti Telecom che a quanto sembra non risentono troppo della
crisi,anzi. Riportiamo per intero la news apparsa sul sito dell’Aduc:I compensi 2008 dei dirigenti di Telecom Italia: fino a sette milioni di euro
Nel 2008 i compensi totali percepiti da Gabriele Galateri di Genola,
presidente di Telecom, sono stati di 1,767 milioni di euro mentre
all'amministratore delegato Franco Bernabé sono andati 1,951 milioni.
Lo si legge nel progetto di bilancio depositato dalla società. Il
compenso più alto del 2008 (7,177 milioni di euro) e' però stato
percepito da Enrico Parazzini, ex direttore finanziario, uscito da
Telecom lo scorso agosto. L'ex direttore generale Massimo Castelli, che
ha lasciato nel marzo 2008, ha percepito 4,493 milioni. Si tratta di
somme che beneficiano anche, si legge nelle note del bilancio, di
compensi erogati a titolo di 'transazione generale novativa' e di
'incentivo all'esodo'. Stefano Pileri, responsabile technology di
Telecom, ha incassato 1,1 milioni di euro in qualità di direttore
generale mentre a Luca Luciani, il manager incappato nella gaffe sulla
battaglia di Waterloo e attualmente presidente di Tim Brasil, sono
andati 990 mila euro.Fontecontinua...
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<title>Auguri speciali a tutti</title>
<link>http://www.antidigitaldivide.org/print.php?sid=643</link>
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Penso che il Natale 2008 non meriti dei semplici auguri, ma una lettera decisamente meno sintetica.Sembrerà scontato, ma dietro moderatori, amministratori e ruoli associativi ci sono persone.Normali e comunissime persone, alcune molto giovani, altre più mature, chi ha famiglia e chi è single, chi lavora, chi studia, chi è precario e chi un brillante libero professionista, di ogni zona d'Italia isole comprese, di diverse ideologie politiche e religiose, chi è digital diviso, chi non lo è più e chi non lo è mai stato. 
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<title>AGCOM.. a garanzia di chi?</title>
<link>http://www.antidigitaldivide.org/print.php?sid=642</link>
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Gentili signori di AGCOM, 

ci piacerebbe sapere se e quali interessi stiate perseguendo!

 

Ci chiediamo questo perché non capiamo a fronte di quale logica si sia concesso l'aumento del canone a Telecom Italia!
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<title>ADD al Broad Band Forum - Roma 2008</title>
<link>http://www.antidigitaldivide.org/print.php?sid=641</link>
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Anche quest'anno Roma catalizzerà l'attenzione dei maggiori attori della scena dell'IP Communications, accogliendoli nelle giornate del 2-3-4 Dicembre presso gli ampi spazi della Fiera.La nostra associazione appoggia l'iniziativa, sarà onorata di partecipare all'evento ed invita tutti gli utenti a ritrovarsi per assistere e discutere dello scenario che tanto ci sta a cuore. Fate riferimento al sito dell'evento per ogni dettaglio, presto un comunicato stampa ufficialehttp://www.bbfeurope.com/Ci vediamo a Roma!lo Staff di ADD</description>
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<title>Nuovo Progetto ADD di TI... miniDSLAM ci risiamo!</title>
<link>http://www.antidigitaldivide.org/print.php?sid=640</link>
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Sembra che il (seppur ventilato) caldo estivo stimoli in maniera quantomai curiosa le alte menti creative dell'incumbent italiano, portando a varare un 'nuovissimo' progetto per battere il divario digitale; niente di meno che il Progetto Anti Digital Divide!!!
Ebbene si, dopo lo sforzo di ideare un sistema innovativo hanno preferito mantenere l'attuale appellativo che tanto orgoglio diede alla nostra Associazione quando scoprimmo la costante citazione (solo nel nome purtroppo).Telecom nell'ormai lontano Agosto 2006 decise di dar vita al &quot;Progetto Anti Digital Divide&quot; per &quot;estendere in maniera capillare la copertura in banda larga&quot;, che in realtà coincise con l'installare (anche oggi) i famigerati miniDSLAM.Ora sul sito del Wholesale, possiamo godere di questa piacevole news.
Per chi volesse, http://www.wholesale-telecomitalia.it/  
clickare sul link Iniziative Anti Digital Divide nella sezione News</description>
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<title>Sole24Ore e il malato di banda larga</title>
<link>http://www.antidigitaldivide.org/print.php?sid=639</link>
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Interessante articolo del Sole24Ore ci da lo spunto per alcune riflessioni sulla situazione del nostro sofferente paese anche dal punto di vista della banda larga (argomento a cui siamo ovviamente particolarmente sensibili).Maggiori informazioni direttamente nella nostra fucina di idee, il nostro blog, Divario Digitale:http://blog.antidigitaldivide.org/news/2008/03/26/67/
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<title>Dejà vu: a Porta A Porta si Continua a Denigrare il Web</title>
<link>http://www.antidigitaldivide.org/print.php?sid=638</link>
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Tutto Quello che Avreste Dovuto Sapere su Internet ma Nessun Giornale o TV ha Osato Dire. Notiamo con sempre più stupore quanto le persone amino parlare, e soprattutto sparlare, di ciò che, di fatto, non conoscono. Così accade che nella trasmissione Porta a Porta si torni ad attaccare pesantemente la rete, c'era gia stato un precedente visionabile qui, in particolare il mondo dei blog. Il messaggio distorto che passa, tralasciando altre inesattezze della trasmissione, è che i blog sono dei luoghi: &quot;di prostituzione virtuale, che inizia virtuale, e poi può andare oltre&quot;. Quello che è prevalso è sicuramente la confusione e l'accezione negativa data ai blog nonostante la scarsissima conoscenza del tema. Certo non è la prima volta che si denigrano la rete ed i blog, ADD nei mesi scorsi ha reagito con una petizione ad una serie di esternazioni diffuse da giornali e TV, che offendevano la rete e gli internauti. La news di allora reperibile qui...segue...</description>
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<title>Precisazioni di ADD su Open Access di Telecom</title>
<link>http://www.antidigitaldivide.org/print.php?sid=637</link>
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Negli ultimi giorni abbiamo riscontrato alcune perplessità da parte degli utenti in merito alla nostra posizione su Open Access di Telecom, la nuova divisione interna creata da Telecom Italia che, a detta dell'incumbent, dovrebbe migliorare i rapporti con gli operatori alternativi, garantendo la parità di trattamento, ed anche con gli utenti. ADD pur apprezzando la volontà di Telecom di migliorare i rapporti con i suoi concorrenti e con gli utenti aveva espresso diverse perplessità:&quot;Ma la normativa vigente non obbligava già a garantire la parità di trattamento e tutto il resto? A quanto pare le precedenti divisioni interne a Telecom, ad esempio la divisione contabile tra area commerciale e area rete-servizi, non hanno prodotto molti risultati in merito all'apertura del mercato, basti pensare alle continue violazione riscontrare in questi anni con conseguenti denuncie. Insomma, crogioliamoci in un bel brodo di giuggiole per questa gentile concessione di diritti che dovrebbero essere dovuti.&quot;...segue..</description>
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<title>Assoprovider su Open Access di Telecom</title>
<link>http://www.antidigitaldivide.org/print.php?sid=636</link>
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Riportiamo il comunicato di Assoprovider sulla nuova divisione interna a Telecom, Open Access. OPEN ACCESS: CAMBIAMO TUTTO PER NON CAMBIARE NULLA.Assoprovider si augura che la questione dello Scorporo della rete Telecom non si chiuda con Open Access, una furba trovata di Telecom Italia che approfitta del vuoto politico per proporre una falsa soluzione al problema della concorrenza nel mercato italiano delle TLC.Open Access non è Open Reach, come ha sottolineato Franco Bernabè, amm.re delegato di Telecom Italia; lo stile inglese, daltronde, non è mai piaciuto a tutti i corpi dirigenti che si sono alternati nell’incumbent.Open Access non è la separazione con una società ad hoc della rete, l’unica che consentirebbe un reale controllo dell’accesso alle risorse, ivi inclusi la parità di costo, bensì un bel maquillage senza possibilità di riscontro nei conti e nei bilanci di una società dedicata solo al “service” degli operatori. </description>
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