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<title>Anti Digital Divide</title>
<link>http://www.antidigitaldivide.org/</link>
<description>Banda larga e tariffe giuste sono un diritto di tutti</description>
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 <title>Anti Digital Divide</title>
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<title>Sole24Ore e il malato di banda larga</title>
<link>http://www.antidigitaldivide.org/print.php?sid=639</link>
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Interessante articolo del Sole24Ore ci da lo spunto per alcune riflessioni sulla situazione del nostro sofferente paese anche dal punto di vista della banda larga (argomento a cui siamo ovviamente particolarmente sensibili).Maggiori informazioni direttamente nella nostra fucina di idee, il nostro blog, Divario Digitale:http://blog.antidigitaldivide.org/news/2008/03/26/67/
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<title>Dejà vu: a Porta A Porta si Continua a Denigrare il Web</title>
<link>http://www.antidigitaldivide.org/print.php?sid=638</link>
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Tutto Quello che Avreste Dovuto Sapere su Internet ma Nessun Giornale o TV ha Osato Dire. Notiamo con sempre più stupore quanto le persone amino parlare, e soprattutto sparlare, di ciò che, di fatto, non conoscono. Così accade che nella trasmissione Porta a Porta si torni ad attaccare pesantemente la rete, c'era gia stato un precedente visionabile qui, in particolare il mondo dei blog. Il messaggio distorto che passa, tralasciando altre inesattezze della trasmissione, è che i blog sono dei luoghi: &quot;di prostituzione virtuale, che inizia virtuale, e poi può andare oltre&quot;. Quello che è prevalso è sicuramente la confusione e l'accezione negativa data ai blog nonostante la scarsissima conoscenza del tema. Certo non è la prima volta che si denigrano la rete ed i blog, ADD nei mesi scorsi ha reagito con una petizione ad una serie di esternazioni diffuse da giornali e TV, che offendevano la rete e gli internauti. La news di allora reperibile qui...segue...</description>
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<title>Precisazioni di ADD su Open Access di Telecom</title>
<link>http://www.antidigitaldivide.org/print.php?sid=637</link>
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Negli ultimi giorni abbiamo riscontrato alcune perplessità da parte degli utenti in merito alla nostra posizione su Open Access di Telecom, la nuova divisione interna creata da Telecom Italia che, a detta dell'incumbent, dovrebbe migliorare i rapporti con gli operatori alternativi, garantendo la parità di trattamento, ed anche con gli utenti. ADD pur apprezzando la volontà di Telecom di migliorare i rapporti con i suoi concorrenti e con gli utenti aveva espresso diverse perplessità:&quot;Ma la normativa vigente non obbligava già a garantire la parità di trattamento e tutto il resto? A quanto pare le precedenti divisioni interne a Telecom, ad esempio la divisione contabile tra area commerciale e area rete-servizi, non hanno prodotto molti risultati in merito all'apertura del mercato, basti pensare alle continue violazione riscontrare in questi anni con conseguenti denuncie. Insomma, crogioliamoci in un bel brodo di giuggiole per questa gentile concessione di diritti che dovrebbero essere dovuti.&quot;...segue..</description>
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<title>Assoprovider su Open Access di Telecom</title>
<link>http://www.antidigitaldivide.org/print.php?sid=636</link>
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Riportiamo il comunicato di Assoprovider sulla nuova divisione interna a Telecom, Open Access. OPEN ACCESS: CAMBIAMO TUTTO PER NON CAMBIARE NULLA.Assoprovider si augura che la questione dello Scorporo della rete Telecom non si chiuda con Open Access, una furba trovata di Telecom Italia che approfitta del vuoto politico per proporre una falsa soluzione al problema della concorrenza nel mercato italiano delle TLC.Open Access non è Open Reach, come ha sottolineato Franco Bernabè, amm.re delegato di Telecom Italia; lo stile inglese, daltronde, non è mai piaciuto a tutti i corpi dirigenti che si sono alternati nell’incumbent.Open Access non è la separazione con una società ad hoc della rete, l’unica che consentirebbe un reale controllo dell’accesso alle risorse, ivi inclusi la parità di costo, bensì un bel maquillage senza possibilità di riscontro nei conti e nei bilanci di una società dedicata solo al “service” degli operatori. </description>
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<title>Apriamo l'accesso? Ni</title>
<link>http://www.antidigitaldivide.org/print.php?sid=635</link>
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Nella precedente news ci eravamo domandati: scorporo Telecom ADDIO? Ma allora, lo apriamo questo accesso si o no? Ni, ieri è arrivata la risposta, almeno per ora niente scorporo ma stavolta non sembra male la soluzione.Telecom Italia, lungi dall'accettare l'idea di lasciare completamente la propria rete ad entità indipendente, ha ben pensato di trovare una soluzione che faccia contenti (quasi) tutti.Open Access, così chiamata, è in realtà una divisione che si occuperà specificamente della rete di accesso: l'incumbent dichiara che questa riorganizzazione è necessaria per &quot;Aumentare l'efficienza, garantire maggiore trasparenza e servire meglio i nostri clienti&quot;. (...continua...) </description>
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<title>Scorporo Telecom e ADSL nel Servizio Universale, ADDIO?</title>
<link>http://www.antidigitaldivide.org/print.php?sid=634</link>
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Caduto il governo, se ne farà un altro... è ovvio.La classe politica sta combattendo una battaglia tutta sua.Chi vuole le elezioni, chi un governo tecnico per fare la legge elettorale...Noi, dal canto nostro non possiamo che essere delusi da un sistema che sposta in là le risposte ai problemi della gente, sia chiaro non di tutti, in maniera tale da non occuparsene e lasciare un contentino ai riottosi come noi. L'ormai ex-Ministro Gentiloni aveva dichiarato che nel 2011 la banda larga sarebbe diventata servizio universale. Il servizio universale, detto in parole povere, stabilisce obblighi e parametri minimi che il fornitore di un servizio di pubblica utilità, come il servizio telefonico voce-dati, deve rispettare. Dopo l'annuncio ci saremmo aspettati almeno passi successivi e graduali che facessero aumentare progressivamente il minimo garantito già da subito. Quella data se da un lato segnava l'inizio di un processo atteso da tempo da ADD, vista con gli occhi di chi da anni subisce il digital divide ci pareva esageratamente lontana, ed oggi purtroppo, ci ritroviamo per l'ennesima volta, nella condizione di non vedere la luce alla fine del tunnel...segue...</description>
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<title>Bitstream all'Italiana</title>
<link>http://www.antidigitaldivide.org/print.php?sid=633</link>
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Con 'soli' 3 anni di ritardo rispetto agli impegni assunti da Telecom con gli altri operatori anche in Italia vedrà la luce un’offerta adsl all'ingrosso orientata al costo (bitstream cost plus). In questo modo il costo all'ingrosso, e di conseguenza anche quello al dettaglio pagato dall'utente, di una linea adsl dovrebbe subire una sensibile riduzione in quanto il metodo di calcolo dovrebbe basarsi sui costi effettivi sostenuti da Telecom per fornire il servizio. Anti Digital Divide da tempo si batte affinché venga adottato anche in Italia il bitstream.Fino ad ora il costo all'ingrosso veniva calcolato partendo dal prezzo a cui Telecom vendeva l'adsl agli utenti finali, dal quale veniva sottratta una determinata percentuale, intorno al 30%, per permettere agli operatori alternativi, che acquistavano le linee all'ingrosso dalla stessa Telecom, di poter avere dei margini di guadagno (retail minus). Tale metodo di calcolo ha permesso a Telecom di controllare sia il prezzo al dettaglio sia, di riflesso, quello all'ingrosso, avvantaggiandosi rispetto ai concorrenti, basti rilevare come in questi anni Telecom abbia preferito quasi sempre aumentare la banda delle linee adsl lasciando invariato il prezzo, piuttosto che differenziare le offerte proponendo minor banda a prezzi inferiori.AGCOM in questi giorni ha finalmente fissato i prezzi dell’offerta di riferimento di Telecom Italia per l’anno 2007 per i servizi bitstream (mercato 12). http://www.agcom.it/provv/d_133_07_CIR/d_133_07_CIR.htm...segue...</description>
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<title>Letterina a Babbo Natale</title>
<link>http://www.antidigitaldivide.org/print.php?sid=632</link>
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Caro Babbo Natale,
        Ti scriviamo questa lettera per vedere se almeno tu riesci a fare qualcosa…(segue)
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<title>Wimax: il TAR Può/Deve Salvarlo</title>
<link>http://www.antidigitaldivide.org/print.php?sid=631</link>
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In data 22/11/07, presso la Camera di Consiglio del TAR del Lazio, si è tenuta un'audizione in merito al ricorso della società MGM, contro il regolamento per la concessione dei diritti d'uso per la tecnologia WiMax. Per la prima volta l'associazione Anti Digital Divide è stata rappresentata legalmente in questa sede per supportare ad adiuvandum le tesi di MGM. La decisione del TAR dovrebbe arrivare entro pochi giorni o addirittura poche ore, mentre il web si è mobilitato per scongiurare che il Wimax venisse monopolizzato dai soliti noti, TV e giornali hanno ignorato il tema, salvo qualche eccezione come la trasmissione di RAI UTILE a cui ha partecipato anche ADD, forse questo disinteresse è dovuto al fatto che i maggiori inserzionisti pubblicitari delle TV e dei giornali più importanti sono proprio gli operatori telefonici che trarrebbero vantaggio dalla modalità scelta da AGCOM e Ministero delle Comunicazioni per liberalizzare il Wimax. ADD invierà un comunicato sperando che sia dato a questo tema il risalto che merita, visto l'importanza che può avere il Wimax nella liberalizzazione del mercato e per la riduzione del Divario Digitale.Ci auguriamo che il TAR, nonostante qualche gaffe, accolga il ricorso e le motivazioni di associazioni, provider e di migliaia di Utenti che hanno firmato sul web due petizioni che hanno raccolto più di 220 MILA FIRME:pro concorrenza, lanciata dal Blog di Beppe Grillopro open spectrumSeguono i motivi principali che ci hanno indotto ad appoggiare il ricorso.</description>
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<title>Ricorso Wimax ADD al TAR</title>
<link>http://www.antidigitaldivide.org/print.php?sid=630</link>
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La giornata di oggi, 22 Novembre 2007, segna un passo importante nella storia di Anti Digital Divide come associazione. Verremo infatti rappresentati dentro le famose stanze del TAR del Lazio, per appoggiare il ricorso della società MGM contro il regolamento per l’assegnazione di diritti d’uso di frequenze per sistemi Broadband Wireless Access (BWA) nella banda a 3.5 GHz, in una parola Wimax, stabilito dall'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, AGCOM. Non una protesta, non una lettera aperta, ma una vera e propria azione concreta per tentare di salvaguardare una tecnologia che qualcuno evidentemente vorrebbe morta già sul nascere. Nel regolamento non è prevista alcuna priorità per la copertura delle zone non raggiunte dalla banda larga e la mancata esclusione di Telecom Italia e degli operatori UMTS, permetterà a questi soggetti di monopolizzare anche il mercato del Wimax. Quante volte abbiamo letto e discusso dei ricorsi al Tar del Lazio? Tante... e troppe volte leggevamo notizie poco piacevoli. Incrociate le dita e speriamo di poter leggere, entro stasera, qualcosa di piacevolmente positivo!Quì i dettagli: http://www.antidigitaldivide.org/allegati/add_ricorsotar_wimax.pdf Maggiori informazioni stasera, dopo l'udienza.Stay tuned! Regolamento WimaxAltroconsumo contro Regolamento WimaxMGM impugna il regolamento WimaxBando e Disciplinare Wimax Petizione Wimax sul Blog di Beppe Grillo</description>
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<title>Assemblea ADD e rinnovo direttivo</title>
<link>http://www.antidigitaldivide.org/print.php?sid=629</link>
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Ci scusiamo per il ritardo che accompagna queste importanti comunicazioni. E' un periodo di profondi rinnovamenti che riguardano sia la parte tecnica che quella organizzativa e alcune nuove e cruciali iniziative hanno monopolizzato le nostre risorse di tempo ed attenzione. In più dobbiamo segnalare l'uscita dallo staff di elementi essenziali per la vita del forum e dell'associazione stessa ed abbiamo dovuto &quot;raschiare il barile&quot; delle nostre energie per far fronte e compensare per quanto possibile.In data 12 Ottobre 2007 si è tenuta l'assemblea per il rinnovo delle cariche associative, per la nomina dei responsabili di zona e per piccole riforme in particolare delle norme comportamentali interne allo staff.Potete leggere il dettaglio dell'ultimo verbale e dei precedenti, alla solita pagina: http://www.antidigitaldivide.org/index.php?module=CMpro&amp;func=viewpage&amp;pageid=76Un in bocca al lupo al rinnovato consiglio direttivoCordiali saluti a tutti </description>
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<title>Telefonia Mobile UE: a Decidere Deregolamentazione Saranno le Autorità Nazionali</title>
<link>http://www.antidigitaldivide.org/print.php?sid=628</link>
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L'eventuale approvazione da parte dell'Unione Europea della deregulation del mercato della Telefonia Mobile aveva suscitato la protesta unanime di: utenti, esperti del settore e di alcuni operatori telefonici, come British Telecom, Fastweb, Tiscali, che non posseggono una rete per la telefonia cellulare. La nuova normativa doveva prevedere l'eliminazione immediata del controllo ex ante, preventivo, sulla telefonia mobile, con la conseguenza certa di avere un mercato con ancora meno concorrenza e sempre più chiuso dai cosiddetti walled garden, giardini recintati, degli operatori mobili. In Italia quindi operatori come Telecom-Tim, Vodafone, Wind e Tre-H3G avrebbero potuto prendere decisioni, come l'aumento indiscriminato delle tariffe, senza dover sottostare al parere delle authority. Fortunatamente grazie alla partecipazione di molti utenti, che ADD ringrazia, la protesta sembra aver avuto seguito, infatti, come scrive Stefano Quintarelli sul suo blog, 2 articoli della nuova normativa fanno tirare un sospiro di sollievo:</description>
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<title>DEREGOLAMENTARE IL MERCATO DEL MOBILE?!?! Appello urgente di AIIP</title>
<link>http://www.antidigitaldivide.org/print.php?sid=627</link>
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In questo ultimo periodo vediamo assottigliarsi sempre più il libero mercato, da sempre osannato ma sempre poco perseguito, a causa di decisioni quantomeno discutibili di deregolamentazione che altro non fanno che proteggere corporazioni e privilegi desueti.Da anni ormai chiediamo regole chiare per il mercato e delle authority indipendenti, preposte al controllo delle medesime, con poteri netti e condivisi al servizio esclusivo della comunità.L'Agcom italiana è in perenne crisi d'identità dalla nascita, l'AGCM non è da meno e l'Unione Europea si prepara a fare una bella frittata lunedì: deregolamentare il mercato del mobile. Verrà creata anche un'autorità europea per le TLC. Questo purtroppo non è tutto, sembra che si voglia eliminare la regolamentazione ex-ante (preventiva) su alcuni mercati, da parte delle Autorità nazionali, che passeranno da 18 a 7. Praticamente le autorità per questi mercati potranno intervenire solo a posteriori, a danni fatti. La nuova regolamentazione prevederebbe anche una procedura più complicata per operare la divisione funzionale della rete da parte delle autorità nazionali, quindi si complicherebbe lo scorporo della rete Telecom, per cui ADD si batte da tempo. La nuova normativa lascia Anti Digital Divide molto perplessa, prima di operare una deregolamentazione bisognerebbe assicurarsi che nei mercati che si vanno a &quot;liberare&quot; vi sia una effettiva concorrenza, non imporre un diktat dall'alto senza verificare la reale situazione dei mercati. In Italia non c'è bisogno di deregolamentare, ma di applicare le regole esistenti in modo più incisivo.Siamo stufi di &quot;autorità&quot; para ministeriali pseudoindipentendi.Ci chiediamo se le licenze &quot;pubbliche&quot; siano al servizio del &quot;pubblico&quot;, oppure il &quot;pubblico&quot; sia al servizio del &quot;licenziatario&quot;, che di solito altro non e' che la corporazione di cui sopra.Questo quesito, che poniamo ormai da anni,  rimane ancora senza risposta, in quanto le autorità preposte e le istituzioni in genere sono sorde ai richiami dei cittadini e/o delle associazioni che si battono per il rispetto delle regole e del senso &quot;morale&quot;, il quale dovrebbe essere il motore del loro operato.Riceviamo e pubblichiamo volentieri un'appello dell'associazione AIIP sul tema.( In questa pagina sono riportati i vari indirizzi a cui scrivere per protestare)segue appello </description>
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<title>Oggi su RaiUtile si parla di WiMax, invitata ADD</title>
<link>http://www.antidigitaldivide.org/print.php?sid=626</link>
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Oggi su RaiUtile, ADD è invitata ad intervenire a dibattere sul bando per le licenze WiMax.Interverrà il nostro mark_knopfler al secolo Mauro Guerrieri, neo eletto presidente di Anti Digital Divide.La trasmissione sarà trasmessa in diretta dalle 12:02 alle 13:00 sul canale satellitare Rai Utile (canale 52 per la ricezione in chiaro, canale 816 per chi accede dal bouquet di Sky, questo link per lo streaming video).Ci attiveremo per proporre entro la settimana il video della puntata sul nostro canale youtube e metteremo a disposizione anche il solo audio. 
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<title>Digital Divide e Diffusione Banda Larga</title>
<link>http://www.antidigitaldivide.org/print.php?sid=625</link>
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I nuovi dati dell'Unione Europea (luglio 2007) sulla diffusione della banda larga non lasciano spazio a dubbi, l'Italia è in ritardo su questo campo ed è addirittura sotto la media dell'Europa dei 27. Certo per noi di Anti Digital Divide questa non è una novità. La penetrazione della banda larga in Italia è inferiore alla media europea (Italia 15,9 - Eu27 18,2) e la percentuale di nuove connessioni a banda larga in Italia è pari al 2.9%, contro il 4.4% della Francia, il 4.9% dell'Inghilterra e il 5,8% della Germania: la percentuale italiana, quindi, risulta essere tra le più basse d'Europa. Non bisogna poi dimenticare che sulla penetrazione della banda larga incide anche la maggior percentuale presente in Italia di popolazione digital divisa, che non può sfruttare tale tecnologia. Quindi nonostante i (pessimi) progetti anti digital divide di Telecom Italia (con i dubbi sulla legittimità dell'uso dello stesso nome dell'associazione) e nonostante le dichiarazioni trionfali sulla diffusione della banda larga da parte dell'operatore dominante, l'Italia continua ad essere uno dei paesi europei a più alto digital divide, minor penetrazione di banda larga e pessimo rapporto prezzo/prestazioni dei servizi. ..segue...</description>
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<title>Bando Wimax Pubblicato in GU</title>
<link>http://www.antidigitaldivide.org/print.php?sid=624</link>
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Il bando Wimax è stato pubblicato sulla gazzetta ufficiale concorsi n. 122 de 19/10/07 Purtroppo ricalca quanto stabilito da Agcom e anticipato dal Ministero delle Comunicazioni, quindi le nostre osservazioni e critiche  rimangono quelle espresse nei giorni scorsi. Stiamo preparando alcuni documenti da presentare ad AGCOM e Ministero delle comunicazioni e vagliando anche altre ipotesti. Restate in Ascolto Bando di gara:http://www.comunicazioni.it/binary/min_comunicazioni/gare_appalti/Bando%20wimax.pdfDisciplinare:http://www.comunicazioni.it/binary/min_comunicazioni/gare_appalti/DISCIPLINARE%20%20wimax.pdf</description>
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<title>WiMAX: Regolamento Impugnato, ADD Appoggia il Ricorso al TAR</title>
<link>http://www.antidigitaldivide.org/print.php?sid=623</link>
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Apprendiamo dal sito morse.it che la società MGM Production Group Srl, già detentrice di una licenza WiMAX in Germania, ha presentato ricorso al TAR del Lazio contro la delibera AGCom sull'assegnazione delle frequenze WiMAX in Italia.(Se il sito non dovesse funzionare qui trovate un'immagine).  Il punto più importante del contenzioso riguarda l’assenza di condizioni atte ad impedire che alla gara partecipassero operatori già detentori di frequenze su cui offrire BWA (Broadband Wireless Access, cioè banda larga senza fili), nello specifico gli operatori UMTS. Sul sito si legge:&quot;Difatti, presso il TAR del Lazio, è depositato un ricorso ad oggetto “ANNULLAMENTO DELIBERA 209/07/CONS RECANTE: PROCEDURE PER ASSEGNAZIONE DIRITTI D'USO DI FREQUENZE PER SISTEMI BROADBAND WIRELESS ACCESS (BWA) NELLA BANDA A 3.5 GHZ - (23 BIS)”Interessante l’elenco delle parti resistenti: oltre ad AGCom al Ministero delle Comunicazioni, compaiono H3G, Telecom Italia SpA, TIM Telecom Italia Mobile SpA, Vodafone e Wind Telecomunicazioni. Si direbbe a definitiva dimostrazione che gli operatori mobili hanno tutta l’intenzione di accaparrarsi le frequenze ed evitare ad altri di entrare nel recinto del mobile.&quot;Ad Anti Digital Divide non stupisce il fatto che proprio quelle società che controllano il mercato dei servizi di telefonia mobile di terza generazione, detentrici delle licenze UMTS, e il mercato della banda larga (Telecom Italia è operatore STRA-Dominante) vadano in soccorso dell'AGCOM e del Ministero delle Comunicazioni. Questo rapporto di &quot;mutuo soccorso&quot; tra controllori e controllati già verificatosi in altre occasioni non è proprio indice di trasparenza e indipendenza dei ruoli.</description>
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<title>WiMAX: più Ombre che Luci </title>
<link>http://www.antidigitaldivide.org/print.php?sid=622</link>
<description>
Il Ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, ha presentato oggi la procedura di assegnazione dei diritti d’uso delle frequenze “WiMax” nella banda 3.4-3.6 GHz (banda 3.5 GHz).Ecco i punti essenziali:1. Garanzie che il singolo aggiudicatario deve prestare. Ogni aggiudicatario deve garantire una significativa copertura territoriale ed un particolare impegno nelle aree a “digital divide”. La copertura territoriale è calcolata con un meccanismo a punti previsto dal disciplinare di gara e risultante dall’installazione di impianti nei Comuni dell’area interessata.2. I Comuni sono suddivisi in tre distinti elenchi. 30 dei 60 punti da raggiungere devono essere realizzati installando impianti nei Comuni a «digital divide totale», raccolti in un apposito elenco allegato al Bando di Gara.3. Trascorsi i 30 mesi dal rilascio del relativo diritto d’uso, gli aggiudicatari che non utilizzino completamente le frequenze assegnate, sono tenuti a soddisfare richieste di soggetti terzi di accesso alle frequenze stesse, sulla base di negoziazione commerciale.I primi due punti soddisfano e ricalcano le richieste che ADD aveva fatto pervenire all'AGCOM tramite la consultazione pubblica. ADD chiedeva: </description>
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<title>RAI i Rimpianti Aumentano</title>
<link>http://www.antidigitaldivide.org/print.php?sid=621</link>
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La svolta che avrebbe permesso alla televisione pubblica italiana di porsi ai primi posti in Europa nel garantire agli utenti servizi all'avanguardia, si è purtroppo arenata con il nuovo contratto di servizio RAI. Nelle bozze di contratto si parlava di: &quot;Offrire all'utenza la possibilità di scaricare, modificare e ridistribuire via internet i contenuti radiotelevisivi prodotti dalla Rai mediante proventi dei canoni di abbonamento. La RAI dovrà mettere progressivamente a disposizione, anche gratuitamente, il proprio archivio direttamente dal portale RAI.IT e consentire, agli utenti che si collegano attraverso internet dal territorio nazionale e risultano in regola con il pagamento del canone di abbonamento Rai, di accedere, nella massima misura possibile, tenuto conto dei legittimi diritti della Rai e dei terzi, ai contenuti dell'archivio Rai»&quot;. Purtroppo il contratto di servizio, ha totalmente disatteso questi punti...segue...</description>
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<title>L'Anti-Giornalismo Contro la Rete</title>
<link>http://www.antidigitaldivide.org/print.php?sid=620</link>
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Anti Digital Divide ha deciso di lanciare una petizione per reagire agli attacchi offensivi e diffamatori ai danni della rete e di chi la utilizza, perpetrati dai giornalisti Filippo Facci, Paolo Granzotto, Giampiero Mughini con la complicità delle testate, il Giornale, Libero e la trasmissione Televisiva Porta a Porta. I giornalisti affermano che, la rete non esiste, è il peggio del nostro paese, i navigatori sono dei subacculturati, sono i bruti e gli informi di Nietzsche, ignoranti nell'anima, invidiosi sociali ecc ecc. Queste offese sono arrivate dopo che la rete ha dimostrato di essere in grado di superare e scavalcare i mezzi di stampa tradizionali e organizzare un manifestazione nazionale, che ha coinvolto più di un milione di persone, senza che giornali e TV ne parlassero. Molti giornalisti nel giudicare il V-day, evento che senza internet non sarebbe stato possibile, hanno dato più importanza ai vaffa e alle battute che alle centinaia di migliaia di persone coinvolte ed ai temi affrontati. ..segue...</description>
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