Download Obiettivi di qualità 2012 Telecom Italia (pdf)
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Mentre LTE (Long Term Evolution), la più recente evoluzione degli standard di telefonia mobile cellulare GSM/UMTS, CDMA2000 e TD-SCDMA, almeno in Italia, deve ancora decollare, l’ITU (“International Telecommunication Union Radiocommunication Sector”) , agenzia specializzata delle Nazioni Unite che si occupa della definizione degli standard utilizzati nelle telecomunicazioni, ha appena approvato l’LTE Advanced. Si tratta della tecnologia che gli esperti dell’ITU hanno da sempre considerato come di quarta generazione rimarcando come LTE sia considerata 4G solamente per scopi di mercato (ved., a tal proposito questo nostro articolo).
L’occasione scelta dall’ITU per dare il “via libera” ad LTE Advanced (ma anche a WirelessMAN-Advanced, la seconda generazione del WiMax) è stata l’assemblea che si è tenuta ieri a Ginevra. Secondo le prime stime, le specifiche alla base della tecnologia LTE Advanced potrebbero essere ben presto abbracciate da quegli stessi operatori che sino ad oggi si sono interesati alle tecnologia 4G su rete mobile.
Il governo si incammina lungo la strada della digitalizzazione dell’Italia. Sono allo studio alcune misure per favorire l’uso delle nuove tecnologie.
Che sia la volta buona? Nella bozza del decreto sulla semplificazione, che segue quello sulle liberalizzazioni approvato pochi giorni fa, il governo Monti fa esplicito riferimento alle misure per il rilancio dell’economia digitale italiana. In più parti mette il web e le nuove tecnologie al centro dell’azione. Secondo le intenzioni dell’esecutivo, entro due mesi saranno rivisti i tempi dell’Agenda Digitale Italiana. Ci sarà una direttiva del presidente del Consiglio Mario Monti per “la realizzazione delle infrastrutture tecnologiche e immateriali” destinate a dare, in tempi non troppo lunghi, una scossa al paese.
Località interessate – aggiornamento del 20 gennaio 2012
Network Management
Per garantire l’integrità della rete e il diritto per tutti i Clienti ad accedere ai servizi di connettività Internet anche nelle fasce orarie in cui il traffico dati è particolarmente elevato, Telecom Italia, nel rispetto del principio di parità di trattamento e quando necessario, si riserva la facoltà di introdurre meccanismi temporanei e non discriminatori di limitazione all’uso delle risorse di rete disponibili per tutte le offerte commerciali che prevedono traffico dati su tecnologia ADSL.
Il testo è stato pubblicato stamattina sul sito dell’Authority. Telecom Italia dovrà garantire garantire l’accesso alle proprie infrastrutture fisiche agli Olo in modalità di unbundling. Prevista una fase transitoria in cui potrà essere utilizzato l’end-to-end
L’AGCOM ha finalmente approvato le nuove regole in materia di NGN e purtroppo per gli operatori nostrani non ci sono buone notizie. L’AGCOM avrebbe infatti confermato che Telecom Italia non avrà l’obbligo di offrire l’unbundling sulla fibra come invece richiesto a gran voce proprio poco tempo fa. L’AIIP, cioè l’associazione che riunisce i provider italiani a inizio dicembre si era infatti detta molto preoccupata che l’AGCOM non obbligasse Telecom Italia ad aprire la sua rete in fibra anche agli altri operatori, cosa che avrebbe comportato di fatto un nuovo monopolio.